Il pacchetto sicurezza elaborato dal Ministro Maroni comprendente trenta capitoli dovrebbe entrare in vigore entro luglio, ma le polemiche si fanno sempre più accese e già oggi pomeriggio la Corte di Strasburgo mette in discussione il giro di vite promesso dal nuovo Governo di centro-destra. Benché alla vigilia di questo incontro i diversi parlamentari, da destra come da sinistra, si siano affannati a dire che “non si tratta di bacchettare l’Italia” ma semplicemente di discutere la questione Rom in Europa, il dato di fatto è che il dibattito è stato richiesto proprio in seguito alle vicende italiane: gli sgombri da parte delle forze dell’ordine e i roghi di Ponticelli. L’altro dato è che il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Thomas Hammarberg, ha inviato recentemente alle autorita' italiane una lettera con la richiesta di chiarimenti sul pacchetto sicurezza. Tale richiesta riguarderebbe in particolare la questione dei Rom, il reato di immigrazione clandestina e le misure che l'Italia intende adottare per favorire l'integrazione delle minoranze. Insomma l’Italia non è solo nel mirino spagnolo (nonostante la Spagna stessa non abbia adottato una politica morbida nei confronti degli immigrati, e continui e tenere in piedi dei centri di permanenza temporanea simili ai nostri cpt), ma rientra nel mirino europeo, con le eccezione di quei paesi che il pugno di ferro contro l’immigrazione lo attuano di continuo: la Gran Bretagna applica una detenzione della durata massima di 18 mesi e 5 anni di divieto di ingresso nel paese, accompagnata dalla Germania, mentre, al momento, la Francia ammette un massimo di 32 giorni di detenzione.
Per verificare la condizione dei rom in Italia, in questi giorni un commissario speciale l'europarlamentare Rom ungherese Viktoria Mohacsi, nominata dalla UE, ha visitato alcuni grandi campi nomadi partendo da Roma fino ad arrivare a Ponticelli a Napoli. "La situazione dei Rom in Italia è orribile. È incredibile che in un paese democratico ci siano persone che vivono senza diritti. E' urgente che si attui un programma di integrazione, specialmente per le persone che arrivano dai nuovi stati membri dell'Ue". Ha dichiarato l’europarlamentare. Accanto alla sua testimonianza la denuncia forte di Everyone, gruppo di cooperazione internazionale che si batte per la difesa dei diritti umani e delle minoranze. Everyone sostiene inoltre che il rapimento di Ponticelli non sarebbe altro che una montatura, si legge dal sito: “il Gruppo EveryOne ha ricostruito le dinamiche del presunto rapimento di Ponticelli, dimostrando l'innocenza della giovane accusata, che secondo testimoni attendibili non ha commesso il fatto. Testimonianze di operatori che lavorano da anni con i Rom hanno inoltre consentito agli attivisti del Gruppo EveryOne di apprendere che Angelica non è una Romnì, ma una 16enne di altra etnia slava. L'incredibile montatura di Ponticelli, tuttavia, ha scatenato a Napoli il più cieco odio razziale, conducendo al pogrom di via Malibran e a una sequenza impressionante di aggressioni, violenze e minacce nei confronti dei Rom. Intanto a Napoli la caccia allo 'zingaro' continua: adesso sono gli abitanti di Soccavo a intraprendere azioni violente e intimidatorie contro i Rom, con incendi, atti violenti, inseguimenti, aggressioni, terrore…”
Sempre dallo stesso articolo : “ La forza pubblica assiste senza accennare la minima reazione. A Roma, Milano e in altre città le forze dell'ordine e ronde di giustizieri braccano i Rom dovunque e distruggono le loro baracche. A Pisa neonazisti distruggono le baracche Rom e purtroppo il Comune e le autorità chiudono gli occhi. Il sindaco di Roma ha arrestato 50 Rom accusandoli di reati ai quali sono poi risultati estranei".
In merito alla bozza Maroni la critica è ancora più severa e si appella ai principi sanciti dalle direttive europee: "Di fatto si tratta di una legge razziale, che contiene gravi violazioni della Direttiva 2004/38/CE: per esempio l'articolo 14, che impedisce di espellere i cittadini Ue che siano in cerca di lavoro e l'articolo 27, che impedisce espulsioni per mancanza di mezzi di sostentamento. Ricordiamo che tutti i capifamiglia Rom sono in disperata ricerca di un'attività lavorativa, negata loro a causa dell'emarginazione e del razzismo. Il decreto, si pone in totale contrasto sia con la Direttiva 2000/43/CE, che combatte il razzismo nei Paesi Ue, sia con Risoluzione del Parlamento europeo del 31 gennaio 2008 su una strategia europea per i Rom".
Altre pesanti accuse arrivano poi, dalle pagine dei principali quotidiani nazionali: all’interno del pacchetto sicurezza sarebbe contenuta l’ennesima norma ad personam atta a risolvere i problemi legali del presidente del consiglio. “…scegliendo la data del 31 dicembre 2001, l´esecutivo decide di riaprire la possibilità, oggi vietata, di accedere al patteggiamento anche per tutti i processi già in corso. Quindi, anche per il processo Mills che è giunto ormai in dirittura finale. Solo «per valutare l´opportunità della richiesta» il decreto concede 60 giorni di tempo, un periodo in cui prescrizione e custodia cautelare restano «sospesi».” Si legge, ad esempio, su Repubblica.
Come dire: leggi ad personam- la saga continua.
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Il diritto di parola deve spettare a tutti, indistintamente, deve spettare al Papa, come deve spettare agli studenti e ai docenti che lo hanno contestato. L’articolo21, scevro da interpretazioni faziose, parla piuttosto chiaro. L’intero mondo politico ha espresso piena solidarietà al Pontefice a causa della sua mancata “lectio magistralis” per l’inizio dell’anno accademico alla Sapienza, mancata, alla fine, per scelta del Pontefice stesso, che in seguito alle massicce proteste degli studenti ha deciso di modificare l’agenda degli appuntamenti per evitare spiacevoli episodi di contestazione. Molti commentatori non hanno fatto altro che bollare la protesta (suppongo anche quella dei docenti fautori di una lettera indirizzata al Rettore Guarini), come frutto di una laicità sbagliata, esercitata nel segno della censura, controbilanciando però con l’evidenziare l’errore compiuto da Guarini nel rivolgere al Papa l’invito di partecipazione all’inaugurazione dell’anno accademico, all’interno di un’università laica e per una “Lectio magistralis”, ovvero il discorso inaugurale che in qualche modo deve “dettare” una sorta di indirizzo.